Interpretazione in videoconferenza post COVID-19

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Qual è il futuro degli interpreti di conferenza post COVID-19?

Quali sono le nuove sfide in termini di ergonomia e salute dell’interprete?

Avendo ascoltato le voci di rappresentanti delle associazioni nazionali di interpreti e traduttori AIIC, AITI, ANITI, ASSOINTERPRETI e TRADINFO durante una videoconferenza dal titolo “Tavola Rotonda sul presente e sul futuro della professione di Interprete e Traduttore” tenuta il 9 luglio 2020 dall’Università di Bologna, Dipartimento di Interpretazione e Traduzione di Forlì, cerco di riassumere qui, per sommi capi, le risposte che ho desunto per le domande di cui sopra.

L’incontro ha fatto emergere che l’attuale situazione sanitaria mondiale ha causato un improvviso calo di richieste di prestazioni di interpretazione, nonostante il passaggio alle modalità di interpretazione a distanza, in videoconferenza o in interpretazione telefonica.

Queste modalità saranno probabilmente favorite in futuro, quindi si potrebbe dire, in riferimento a quanto è accaduto negli ultimi mesi, che si è trattato di uno scossone che ha spinto il settore dell’interpretazione di conferenza a fare un passo in avanti che presto o tardi avrebbe dovuto fare comunque. Paradossalmente, in un settore in cui si parla spesso di “casta” degli interpreti alla quale è difficile accedere, la necessità dell’apprendimento di nuove tecnologie in tempi rapidi apre spazio ai giovani, più predisposti ad apprendere come usare i nuovi strumenti che si confanno all’interpretazione a distanza.

Una ulteriore tendenza che si rileva è quella di dover essere pronti e disposti a specializzarsi in molteplici campi, una sola specializzazione in un linguaggio o ambito tecnico specifico probabilmente non basterà più per gli interpreti professionisti.

Nuove esigenze vi sono per l’interprete, dati i molteplici aspetti che l’interprete stesso non è in grado di controllare durante lo svolgimento della prestazione di interpretazione simultanea o consecutiva in remoto, pensiamo ai banali problemi tecnici che tutti abbiamo riscontrato durante questi mesi in cui abbiamo dovuto, nostro malgrado, interloquire con i nostri cari solo attraverso uno schermo.

Tutto questo comporta anche dei rischi per la salute. Si presentano nuove sfide in termini di ergonomia e salute sul lavoro, che non si limitano al fatto che le cuffie utilizzate debbano essere molto sensibili. Vi sono studi in corso per capire quale impatto avrà questa nuova tecnologia sull’udito degli interpreti, a partire dall’esperienza del parlamento canadese, primo luogo in cui è stato attivato il servizio di interpretazione a distanza. Sta emergendo infatti che vi sono caratteristiche del suono trasmesso attraverso queste piattaforme che possono essere gravemente dannose per l’orecchio umano. Danni permanenti che si verificano all’apparato uditivo con l’interpretazione da remoto in modalità intensiva. La qualità più bassa dell’audio induce, infatti, un’iperattivazione del sistema uditivo che, a lungo termine, lo danneggia.

Infine, dal punto di vista economico, si nota in alcuni casi una pressione verso l’abbassamento delle tariffe di interpretazione, poiché non tutti i nuovi operatori che si sono affacciati sul mercato della fornitura di piattaforme per l’interpretazione da remoto offrono tariffe che possano ritenersi accettabili e in linea con i prezzi di mercato.

Una nota positiva viene dalla rappresentante di ASSOINTERPRETI, che sottolinea come la professione di interprete sia sempre stata protagonista di grandi cambiamenti e le associazioni di categoria, come anche i professionisti interpreti, abbiano sempre saputo adattarsi alle nuove realtà, quindi l’interprete è una figura in divenire, agile e dotata di grande capacità di evolversi, che senza dubbio saprà farlo anche in questa occasione.

Articolo di Silvia Cicciomessere, Interprete e Traduttrice di Conferenza Socio Aggregato AITI